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    October 27

    Gli anni 90

    ... ricordi tutti e cinque i nomi delle spice girls, costumi orrendi compresi
    ... giocavi al nintendo 64
    ... eri un'appassionata di beverly hills 90210
    ... ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri!
    ... compravi il calippo fizz alla cocacola e il luke
    ... collezionavi ciucciotti colorati e di plastica
    ... ancora ti stai chiedendo che fine abbia fatto carmen san diego
    ... conosci il significato di 'togli la cera, metti la cera'
    ... i power rangers erano il telefilm più bello del mondo
    ... e subito dopo venivano otto sotto un tetto e willy il principe di belair
    ... giocavi con l'hula hop
    ... i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila
    ... guardavi i miei mini pony, alvin superstar e le tartarughe ninja
    ... barbie era ancora sposata con ken
    ... non esisteva mercoledì senza una copia del topolino (o minnie&co o il giornalino di barbie)
    ... giocavi a twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse)
    ... compravi cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cinfrusaglie che vi erano allegate
    ... hai visto titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e di fila
    ... usavi gli orecchini stick di gomma
    ... amavi blossom e bayside school
    ... ricordi chi sono i five e il loro trashissimo video con la sagoma di cartone
    ... non esistevano internet e gli sms e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d'accordo per le uscite
    ... mangiavi la girella per merenda
    ... collezionavi i paciocchini!
    ... gli insegnanti ti facevano leggere i ragazzi della via pal, piccole donne e l'isola del tesoro
    ... adoravi il gusto di gelato al puffo!
    ... hai rivisto mille volte la sirenetta, la bella e la bestia e aladdin
    ... non ti perdevi la solita replica natalizia di 'mamma ho perso l'aereo'
    ... giocavi coi lego e crystal ball!
    ... ti stai ancora chiedendo come facesse puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi!


    Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia a una
    generazione, quella di noi nati negli anni '80 (anno più,
    anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
    genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
    fino ai 50 anni.
    Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
    luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il
    referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi
    Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci
    dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di
    quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori
    e discendenti.
    Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
    sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
    nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
    tutto, e nessuno gl ielo dice.
    Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
    saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo
    stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere
    andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a
    colori.
    Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
    elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
    con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da
    ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
    Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
    Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
    fare la Maturità e i pionieri del 3+2…
    Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
    Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero
    allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto
    per Candy-Candy, ci siamo innamorate d ei fratelli di Georgie, abbiamo
    riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
    D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una
    generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
    Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
    quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre
    fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
    nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,
    abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
    improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più
    giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno
    fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO
    NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
    significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
    Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
    altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
    internet sarebbe stato un mondo libero.
    Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
    Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bia
    nco e del Drive-in.
    Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
    Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik
    Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo
    emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
    Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
    Bubba erano male, per non parlare dei chicchirichì; al supermercato le cassiere ci davano le
    caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal
    Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare…"), delle sorprese del
    Mulino
    Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
    Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile
    Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me
    Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa
    di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
    La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
    insieme.
    La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene
    un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di
    quest'anno è la favorita…
    L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
    portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15
    giorni.
    L'ultima generazione degli spinelli…
    Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
    viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
    senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
    sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o
    flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
    bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
    altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
    penitenze era bestiale.
    Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e
    quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
    spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
    Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite
    uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere
    e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a
    scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con
    l'aceto.
    Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
    televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce
    la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su
    di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,
    acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si
    intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
    gioco della bottiglia o a quello dell a verità, non in una chat
    dicendo
    Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
    abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
    Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!



    - quando i cellulari non c’erano e si faceva collezione delle schede telefoniche
    - quando ci si metteva i fuseaux a pois inguardabili
    - quando abbiamo giocato per la prima volta con la play e abbiamo pianto alla morte di aeris
    - quando il telefilm più bello era Beverly hills 90210 e dovevi per forza fare l’album delle figurine
    - quando tornavamo a casa da scuola a piedi in gruppo perché si abitava tutti vicini
    - quando le domeniche pomeriggio le si passava in oratorio a comprare caramelle e a giocare a pallavolo
    - quando si giocava a ruba bandiera, un due tre stella, strega comanda color
    - quando si faceva a gara a chi faceva più salti con la corda e chi riusciva a fare il salto incrociato
    - quando si faceva il gioco dell’elestico dalla caviglia fino al collo
    - quando si giocava in due con gli elastici sulle mani per riuscire a fare tutte quelle maledette posizioni
    - quando gli 883 erano al culmine del loro successo
    - quando in gita si cantava sempre azzurro e hanno ucciso l’uomo ragno
    - quando si giocava a “ero in bottega tic e tac, che lavoravo tic e tac…”
    - quando a gardaland c’era ancora la nuvola e la ballerina
    - quando in macchina non si usavano le cinture
    - quando a scuola si leggeva marcovaldo e la storia di cippì
    - quando i film della disney si guardavano talmente tante volte che il nastro della cassetta si rovinava
    - quando su odeon facevano dragon ball con la sigla in giapponese e i nomi originali come nuvola kinton e kamehameha
    - quando su tele7gold c’era ken il guerriero tipo ogni ora
    - quando c’era il mio caro diario e si provava a fare il gioco dell’affinità con chiunque
    - quando si schiacciava il palmo della mano e i pallini che uscivano sul polso erano il numero dei figli che avresti avuto

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